Quando la performance diventa instabile dopo un grande risultato
- Michelle Manias
- 8 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Nel mondo dello sport si tende a pensare che il momento più difficile per un atleta sia arrivare al vertice.
In realtà, molto spesso la fase più delicata arriva subito dopo.
Quando un atleta ottiene un grande risultato — una medaglia, una vittoria internazionale, una convocazione in nazionale — il sistema attorno a lui cambia rapidamente.
Cambiano le aspettative, cambia il modo in cui viene osservato, cambia il ruolo che gli viene attribuito.
E tutto questo può influenzare la stabilità della performance.

Un caso reale
Ho iniziato a lavorare con un atleta paralimpico della nazionale italiana poco dopo un grande risultato internazionale.
La tecnica non era il problema.Il gesto era solido, l’allenamento costante, l’esperienza internazionale già importante.
Eppure in gara stava emergendo una dinamica molto chiara.
Le prime serie erano spesso molto alte.
Poi, progressivamente, la performance iniziava a perdere stabilità.
Non si trattava di un calo tecnico.
Era una dinamica che negli sport di precisione si osserva spesso: quando la prestazione sale, aumenta anche la tensione interna di dover replicare il gesto perfetto.
Questo può generare una sequenza tipica:
aumento della tensione interna
controllo eccessivo del gesto
perdita di fluidità
calo improvviso del punteggio
Il risultato è una performance altalenante che non riflette il reale livello tecnico dell’atleta.
Analizzare la dinamica della performance
Per osservare meglio il funzionamento del sistema abbiamo utilizzato il Performance Stability Scan, uno strumento che analizza come la performance reagisce sotto pressione.
L’analisi mostrava una dinamica precisa: l’attivazione interna saliva rapidamente durante la gara.
Se non veniva regolata, tendeva ad accumularsi progressivamente fino a compromettere la stabilità del gesto nelle serie successive.
In altre parole, il problema non era l’errore.
Il problema era l’accumulo di tensione nel sistema di performance.
Il primo intervento: respirazione e gesto tecnico
Durante l’osservazione in poligono è emerso un elemento molto concreto.
Durante la mira l’atleta tratteneva il respiro troppo a lungo.
Questa apnea prolungata riduceva l’ossigenazione e portava rapidamente a offuscamento della vista, perdita di lucidità e maggiore rigidità nel gesto.
Abbiamo quindi introdotto una sequenza di respirazione sincronizzata con le fasi del tiro.
Questo intervento ha migliorato immediatamente:
la stabilità visiva
la qualità del gesto
la continuità nelle serie.

Il secondo intervento: gestione dell’errore in gara
La seconda area di lavoro ha riguardato la gestione dell’errore.
Quando una serie partiva molto bene, cresceva la pressione di mantenere lo stesso livello.
Questo irrigidiva il gesto e rendeva più difficile interrompere la sequenza quando qualcosa non funzionava.
Abbiamo quindi introdotto micro-reset operativi tra un tiro e l’altro:
respirazione regolativa
brevi uscite dalla linea di tiro
strumenti per scaricare la tensione accumulata.
L’obiettivo non era eliminare la pressione, ma impedire che si accumulasse nel tempo.

La stabilità della performance
Negli sport di precisione il controllo assoluto non è la soluzione.
La stabilità nasce dall’equilibrio tra tre elementi:
attivazione interna
fiducia nel gesto tecnico
libertà di esecuzione.
Quando questi elementi si allineano, la performance torna ad essere fluida.
Ed è su questo equilibrio che si costruisce la stabilità nel lungo periodo.
Michelle
Ps Se lavori con atleti o squadre e vuoi capire quanto la performance rimane stabile quando cambia il contesto competitivo, puoi iniziare dal Performance Stability Scan .
Uno strumento di analisi che offre una prima lettura della stabilità del sistema di performance.




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